1

Programma Residenziale Terapeutico

L'itinerario terapeutico - educativo, della durata complessiva di circa tre anni, è suddiviso in tre fasi fondamentali e successive, Accoglienza, Comunità, Reinserimento Sociale, all'interno delle quali l'utente può concretizzare il proprio processo di maturazione nella prospettiva finale di una positiva autonomia. Una costante delle prime due fasi, variamente articolate, è rappresentata dalle dinamiche organizzative della vita comunitaria:
Momenti di aggregazione ( riposo, attività ricreativa e culturale, pranzo, seminari, ecc. );
Tempo dedicato al lavoro manuale (manutenzione, cucina, orticoltura, giardinaggio, oratorio);
Momenti di lavoro terapeutico (gruppi, colloqui, verifiche).

Accoglienza

E' il primo incontro con il tossicodipendente che si rivolge al Centro in cerca di aiuto. Offre spunti per una valida motivazione personale che inizia attraverso il recupero di ritmi di vita normali, sia nella struttura del Centro che nella propria famiglia, con assunzione di regole precise. Si sviluppa e chiarifica attraverso la stimolazione di bisogni e desideri, la condivisione dei problemi e l'identificazione con l'altro, la sperimentazione di un nuovo modo di stare insieme e la proposta di valori alternativi.
Fin dal primo colloquio viene avviata la compilazione della cartella terapeutica personale di cui viene curata la raccolta dei dati medici, legali, scolastici, lavorativi e familiari; alcune schede riguardano le registrazioni dei vari colloqui individuali e gruppi effettuati ed una valutazione dell'iter complessivo durante i mesi trascorsi in questa fase.
La durata dell'Accoglienza, di circa 6 mesi, é articolata in due momenti successivi:
  1. Orientamento. E' il primo contatto dell'utente e della famiglia con gli operatori del Centro, mirato: all'ascolto delle sue richieste e motivazioni per le quali si presenta; ad una prima conoscenza attraverso la raccolta dei dati della sua storia personale e familiare; alla definizione e spiegazione delle due regole fondamentali (né droga, né violenza); alla descrizione generale del progetto pedagogico.In questi primi contatti l'utente evidenzia l'atteggiamento critico verso se stesso e l'esterno e tende a svalutare il significato del problema e delle possibili soluzioni. Importante è accettarlo così com'è, rispettando i suoi tempi e la sua capacità di evolversi.Il giovane è inserito in un gruppo di compagni ed operatori. L'obiettivo principale è fare in modo che la persona si senta accolta ed accettata nella sua realtà personale e sociale, qualunque sia il suo passato ed il suo presente e cominci ad orientarsi in questo nuovo percorso. Gli si chiede il rispetto delle regole fondamentali del Centro e di quelle di una normale convivenza (orari, ambiente, ecc...). Non gli viene richiesto alcun impegno particolare: sono le stesse situazioni quotidiane ed il contatto con i ragazzi del gruppo che gli creano interrogativi e stimoli, insieme alla possibilità di assumersi impegni e darsi dei compiti. Esprime la sua disponibilità ad impegnarsi e sperimenta una prima possibilità di cambiare. Su tali basi viene deciso il suo passaggio al Pre Comunità o ad altri Progetti più personalizzati (progetto Ulisse, progetto Girasole). La posizione dell'operatore è essenzialmente di ascolto e di protezione. La famiglia segue il percorso del figlio con colloqui, seminari e gruppi di auto - aiuto.
  2. Pre Comunità. In questa fase il modo di relazionarsi nel gruppo e sul lavoro costituisce il principale momento di aiuto nella conoscenza e nelle risorse personali. Il controllo sociale attivato nel gruppo, suggerito e valutato dall'operatore, aiuta il ragazzo a:
       - individuare il suo modo di stare in relazione con gli altri;
       - cominciare a conoscere i propri sentimenti, limiti, problemi;
       - riconoscere i modi in cui condiziona o blocca le proprie risorse o energie.
    Gli si chiede di svolgere il proprio impegno nel lavoro manuale con attenzione e responsabilità.
    Attraverso la condivisione ed il confronto nel gruppo e nei colloqui individuali, la partecipazione più attiva e responsabile ai momenti della vita quotidiana, una maggiore presa di coscienza delle proprie responsabilità a livello sociale, l'utente arriva a individuare i motivi e le parti di sé che vuole cambiare, problematica che affronterà più specificatamente in Comunità.

Strumenti

Colloqui: sostenuti per lo più da un operatore ex tossicodipendente che stimola l'identificazione positiva; hanno un'azione di supporto e sostegno.
Gruppi d'incontro: momenti di confronto sul "qui - ora", cioè sui problemi incontrati nella vita quotidiana. L'attenzione è sui comportamenti negativi e positivi, con potenziamento di questi ultimi. In tali incontri vi è una gradualità che va dalla semplice condivisione al confronto sociale fino alla consapevolezza del proprio problema, dei propri sentimenti e bisogni e delle proprie difese.
Il lavoro: risponde alla necessità di strutturare il tempo e di autodisciplinarsi.
Attività culturali: sono momenti di conoscenza e di confronto con varie realtà culturali (discussioni su temi di attualità, incontri con personaggi significativi, visita a luoghi dove si fa cultura). L'obiettivo è quello di ampliare gli orizzonti spirituali degli utenti, stimolare le loro capacità creative e collaborative, recuperare spazi di interesse che permettano un'espressione ed una comunicazione individuale e di gruppo diverse da quelle vissute durante la tossicodipendenza.
Recupero scolastico: è offerto a coloro che hanno interrotto la scuola e desiderano concludere gli studi.

Comunità Terapeutica

E' la fase centrale dell'itinerario riabilitativo in cui la persona, aiutata dal confronto costante del gruppo, diventa consapevole delle proprie problematiche. La comunità aiuta l'utente ad esplorare la propria realtà emotiva, stimolandolo a prendere contatto con i propri sentimenti e ad esprimerli.
L'espressione dei sentimenti avviene in gruppi specifici dove la persona impara a percepire le proprie emozioni non come minacce, ma come parte di sé con cui misurarsi. L'espressione della rabbia, del dolore e della paura, sentimenti legati a situazioni del momento, ma spesso connessi al passato, sono passaggi importanti per la conoscenza di sé e degli altri, per creare legami significativi. Pertanto il rifiuto di esprimere tali sentimenti è un importante indicatore di difese e blocchi nella risoluzione del problema.
Il lavoro manuale nei vari settori della comunità è funzionale sia alle esigenze di una struttura auto gestita sia al processo di crescita della persona; così anche i ruoli ed i compiti che, variando secondo i tempi di crescita e le possibilità di ciascuno, esprimono il graduale cammino di responsabilità verso sé e gli altri.
Le finalità di questa fase sono quindi:
    - Il raggiungimento di una sufficiente consapevolezza di sé con i propri problemi, limiti e risorse;
    - L'acquisizione di un equilibrio tra ragione, sentimenti e comportamenti;
    - La scoperta di alternative per nuove scelte di vita e l'inizio della proiezione verso il futuro;
    - Il miglioramento del concetto che l'utente ha di se stesso.
La durata approssimativa della Comunità è di circa un anno.

Strumenti

Responsabilità: la possibilità di crescita attraverso la mobilità e la progressione dei ruoli e delle responsabilità in un ambiente che dà supporto e protezione, favorisce l'apprendimento sociale ed il passaggio dall'egocentrismo al riconoscimento dell'altro;
Organizzazione del tempo;
Intervista: momento di ingresso in comunità in cui si verificano le reali motivazioni al cambiamento che portano l'utente a questa scelta di vita. Termina con un contratto che coinvolge il giovane con il gruppo dei pari e con tutta la fase, da verificare e modificare periodicamente durante il successivo cammino.
Colloqui: di verifica, approfondimento, confronto, contenimento.
Gruppi dinamici: servono per esprimere i sentimenti in modo diretto e chiaro, legati al "qui e ora";
Gruppi statici: scandiscono la gradualità dell'intervento terapeutico educativo e si suddividono in:
    - gruppi conoscenza: lavoro sull'immagine sociale e sulla conoscenza delle paure e difese;
    - gruppi famiglie: lavoro sulla relazione nella famiglia e nei ruoli sociali;
    - gruppi sulla sessualità;
    - gruppi affettività;
    - gruppi di auto valutazione: esame e verifica del percorso compiuto (da fare prima del passaggio alla tappa successiva).
Lavoro manuale: è finalizzato all'assunzione di responsabilità e all'autodisciplina.
Attività culturale: interventi orientati all'arricchimento culturale degli utenti che, in genere, si distinguono per gravi lacune in questo campo; proposte concrete per aiutarli nella scoperta del gusto del conoscere e del sapere, attraverso l'incontro con persone ed esperienze capaci di rendere più piena la vita e meno estraneo il contesto sociale.
Recupero scolastico: è offerto a coloro che hanno interrotto la scuola e desiderano concludere gli studi.

Reinserimento sociale

E' l'importante, difficile, ma imprescindibile momento della verifica e richiede un grande supporto da parte degli operatori con i quali si instaura, gradualmente, una posizione paritaria. Si articola in una prima fase residenziale durante la quale l'utente abita in una struttura del Centro, svolge attività di sostegno per gli ultimi arrivati nel Programma; gradualmente, si inserisce nel contesto sociale in modo sempre più autonomo attraverso la ricerca di un lavoro e della casa, gestendo la propria vita.
La finalità dell'intero progetto riabilitativo, infatti, è il raggiungimento dell'autonomia, intesa non solo come indipendenza da una sostanza stupefacente, ma come capacità di valorizzare ed esprimere energie e risorse, partecipando alla vita sociale in modo attivo.
La durata è, complessivamente, di circa un anno.

Strumenti

Colloquio di sostegno e di approfondimento di alcune problematiche: richiesto sia dall'utente che dall'operatore, è uno strumento molto usato in questa fase.
Gruppo di incontro: La graduale frequenza a questi gruppi (prima bisettimanali, poi settimanali ed infine quindicinali) ha lo scopo di agevolare e stimolare il distacco dalla struttura dopo un periodo lungo e significativo.
In questi gruppi, oltre alle difficoltà incontrate ogni giorno, si affrontano le tematiche specifiche di questo periodo che assumono ora una valenza nuova: lavoro, alcool, tempo libero, sessualità ed affettività, rapporto col mondo sociale (ambiente ed amici), progettazione ed orientamento valoriale.
Gruppo di auto valutazione: ad ogni passaggio intermedio, in cui la persona analizza e verifica con gli altri utenti e l'operatore, i risultati del periodo vissuto e si impegna a raggiungere nuovi obbiettivi. In vista ormai della conclusione dell'intero itinerario riabilitativo, gli operatori compilano un'accurata valutazione che prende in esame tutti i passaggi di crescita, il presente, i traguardi futuri.

Questo sito web utilizza solo cookie di sessione al fine di migliorarne la fruibilità, senza profilazione dell'utenza. Continuando la navigazione acconsentite all'uso dei cookie.
Per avere più informazioni vi invitiamo a prendere visione della informativa sui cookie nella pagina Privacy.