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Progetto DCA

Premessa
Il fenomeno dei disordini alimentari rappresenta una vera e propria emergenza sanitaria anche a causa della sua dimensione. Tale problematica rientra nel campo delle dipendenze e nel corso degli anni abbiamo potuto constatare che diversi ospiti del Centro presentavano oltre alla tossico dipendenza anche un disturbo del comportamento alimentare, per tale ragione abbiamo pensato di effettuare corsi di formazione, in collaborazione dell’Associazione “ABA” e “IL PELLICANO”, che si occupano da diversi anni dei disturbi del comportamento alimentare.
L’attività del Centro, svolta da più di trenta anni nei confronti del disagio e delle dipendenze, ha facilitato e ha consentito la messa in atto di un approccio integrato, indicato per questa patologia così particolarmente complessa.
Il Progetto DCA consiste in un intervento residenziale e semiresidenziale psicoeducativo e questo orientamento prevalentemente è di tipo cognitivo comportamentale.
Per l’imprescindibile centralità della persona e dei suoi bisogni individuali, vengono pensati e costruiti itinerari terapeutici personalizzati, con i quali si punta al raggiungimento di obiettivi possibili, quindi non assoluti, ma ottimali per ciascuno.
L’approccio terapeutico messo in atto dall’equipe, si fonda sulla capacità empatica e, nello stesso tempo, su un’efficace forza di contenimento, una presa in carico sincera, reale, partecipata, in modo determinato.
Destinatari:
Il progetto individuale è rivolto a coloro che, pur avendo già compiuto percorsi territoriali nei vari servizi, necessitano di un periodo di osservazione residenziale e semiresidenziale in ambiente protetto.
Obiettivi principali del trattamento
  • Osservazione e alimentazione assistita
  • Una progressiva presa di coscienza dei propri limiti e delle proprie risorse
  • Il cambiamento, inteso come modifica dello stile di vita.
  • La capacità di gestione di possibili ricadute.
  • Mantenimento della relazione in fase di post-trattamento.
  • L’equipe è costituita da personale del Centro con consolidata esperienza di lavoro: da un consulente medico-psichiatra già operativo nell’organizzazione del Centro e dalla collaborazione in rete con i Servizi che si occupano di disturbi alimentari.
    Il progetto è costruito e quindi monitorato periodicamente con l’utente e il referente del Servizio inviante.
    Il percorso prevede quattro fasi:
  • Conoscenza
  • Inserimento
  • Trattamento
  • Valutazione
  • Conoscenza
    In questa fase, si collocano tutte la azioni di sensibilizzazione, vengono illustrati il percorso terapeutico e le regole della struttura ospitante.
    Sono proposti alcuni colloqui conoscitivi e informativi.
    Inserimento
    L’accettazione del programma è formalizzata attraverso la stipula di un contratto tra l’utente, l’equipe e il Servizio inviante.
    L’utente sottoscrive di volersi sottoporre spontaneamente al programma per propria consapevole scelta, e si impegna a rispettarne le regole esposte nei precedenti incontri.
    Dopo alcuni colloqui motivazionali viene aperta la cartella clinica.
    Trattamento
    L’intervento di presa in carico prevede la seguente sequenza d’azioni:
  • Valutazione dello stato fisico del paziente.
  • Valutazione sociale (aspetti familiari ecc.).
  • Analisi e osservazione
  • Sintesi della storia individuale e familiare.
  • Somministrazione di strumenti psico-diagnostici.
  • Alimentazione assistita
  • L’area del trattamento terapeutico riabilitativo è articolato in:
  • Trattamento residenziale
  • Trattamento semiresidenziale
  • Linee di prevalenza, in termini di strategia operativa di base
  • Lavoro Motivazionale, sulla consapevolezza personale, sulla percezione del conflitto/frattura interna tra la situazione vissuta e quella desiderata e sulla disponibilità e motivazione al cambiamento;
  • Analisi funzionale, finalizzata ad identificare il significato che riveste il comportamento problematico per quella determinata persona, i fattori interni ed esterni che concorrono alla sequenza di consumo, i fattori ambientali rilevanti;
  • Lavoro Emotivo, finalizzato a riconoscere le proprie emozioni, acquisire la capacità di esprimere/descrivere le stesse, ridurre la fragilità emotiva, incrementare la capacità di “sentire” attraverso esperienze”normali”;
  • Prevenzione della ricaduta, attraverso l’aumentata consapevolezza dei fattori di rischio personali, la capacità di rispondere positivamente alle crisi, una risposta equilibrata agli stati emotivi intensi, ai conflitti interpersonali e all’impulsività.
  • Strumenti terapeutici utilizzati in prevalenza
  • Counseling individuale e gruppale ( gruppo Girasole) bisettimanale (la sequenza e la durata sono variabili in base alla situazione dell’utente).
  • Gruppi e colloqui a tema ( gruppo Girasole )
  • Gruppi e colloqui d’espressione emotiva ( gruppo Girasole )
  • Gruppi d’auto-aiuto ( gruppo Girasole )
  • Incontri familiari e di coppia
  • Psicoterapia individuale interna od esterna al Centro.
  • Valutazione del Trattamento
    Nel momento in cui l’ equipe ritiene che l’utente sia pronto a condurre a termine il percorso, viene realizzata la valutazione, in cui si formalizza la chiusura del trattamento alla presenza di un responsabile dell’equipe, del referente del Servizio inviante e, la dove possibile, dei familiari.
    Per verificare la capacità dell’utente di mantenere i risultati raggiunti sono previsti degli incontri a cadenza quindicinale per la durata di 3/6 mesi.
    Coinvolgimento Familiare
    Il programma richiede, se non realizzato dal Servizio inviante e quando possibile, il coinvolgimento della famiglia, in quanto si ritiene elemento utile per il buon esito del trattamento.
    Sono previsti, quindi colloqui individuali e misti (Mononucleo).
    L’obiettivo è di ridefinire in termini realistici e comportamenti costruttivi, e l’analisi delle relazioni disfunzionali presenti nel sistema familiare.

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