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Comunità Terapeutica

La Comunità Terapeutica (C.T.) è tradizionalmente la seconda fase del Programma terapeutico – educativo Progetto Uomo che ha lo scopo di aiutare un tossicodipendente a divenire un essere consapevole e libero dalle dipendenze.
La C.T., fase centrale del percorso riabilitativo, si propone come un’opportunità atta a poter sviluppare tutte le risorse del soggetto, aiutato dal costante confronto nel gruppo. Lo scopo è la crescita come processo individuale e sociale. Le persone in comunità hanno la possibilità di interagire, ascoltare, apprendere, progettare, evolversi e crescere nel modo che maggiormente rifletta le loro capacità e il loro potenziale individuale e collettivo.
L’organizzazione della Comunità Terapeutica è strutturata per favorire un graduale percorso di crescita e autonomia personale, sia attraverso il lavoro pratico, ma più specificatamente attraverso un percorso introspettivo. Il lavoro manuale è funzionale sia alle esigenze di una struttura autogestita che al processo di evoluzione, e diventa parte integrante di una proposta educativa che tende allo sviluppo di tutte le dimensioni e le energie della persona.
Le finalità che questa fase si propone sono il raggiungimento di una sufficiente consapevolezza di sé, delle proprie fragilità e risorse, l’acquisizione di un equilibrio tra ragione, sentimenti e comportamenti e la scoperta di potenzialità e nuove risposte adattive che rendano possibile scelte di vita più costruttive e soddisfacenti.
Ciò avviene gradualmente nel tempo, attraverso tappe e raggiungimenti di obiettivi.
In tale fase del Programma l’equipe degli operatori di Comunità si propone di lavorare con l’utente al fine di raggiungere degli obiettivi da perseguire a breve termine, che riguardano gli aspetti psico-educativi e comportamentali e anche gli obiettivi minimi a lungo termine, necessari a consentire il passaggio alla fase successiva del Programma. All’interno della riunione staff settimanale, l’équipe degli operatori con il direttore, si confronta al fine di individuare, ridefinire e condividere per ciascun utente le linee di intervento da seguire al fine di offrire loro gli strumenti necessari per poter raggiungere gli obiettivi previsti che sono:
1. Consapevolezza dei propri comportamenti:
al fine di raggiungere una capacità di dare risposte adeguate ai propri vissuti è necessario porre un’attenzione anche ai propri agiti. Ciò consente di individuare i comportamenti che possono essere disfunzionali ad un buon adattamento alla realtà al fine di modularli e maturare un buon equilibrio tra bisogni, agiti e relazioni con gli altri .Nella persona con problemi di tossicodipendenza spesso si evidenzia la tendenza ad adottare dei comportamenti compulsivi e impulsivi che diventano dasadattivi nelle relazioni interpersonali e nella vita dell’utente stesso.
L’acquisizione di nuove consapevolezze dei propri comportamenti avviene attraverso il lavoro terapeutico e lavorativo quotidiano previsto dal percorso;
2.Capacità di utilizzare lo strumento terapeutico del confronto :
tale strumento terapeutico consente di rispecchiarsi attraverso l’altro e con l’aiuto dell’altro, sull’atteggiamento adottato in una determinata situazione.
Un buon utilizzo di tale strumento passa attraverso il raggiungimento della capacità di mettersi in discussione e condividere con l’altro gli aspetti emotivi;
3. Capacità di riconoscere i propri sentimenti ed essere in grado di gestirli ed esternarli :
tappa fondamentale nel percorso per l’acquisizione di nuove consapevolezze e di crescita, al fine di poter raggiungere un equilibrio emotivo funzionale all’utente, è quello di saper cogliere e riconoscere le proprie emozioni in tutte le loro accezioni .
Tale risorsa viene attivata attraverso le attività terapeutiche previste, in particolare: colloqui individuali e gruppi tematici di approfondimento;
4. Aver effettuato tutti i gruppi tematici e di comunità:
In relazione al progetto terapeutico individuato dall’equipe per l’utente vengono definite le tematiche da approfondire attraverso il lavoro di gruppo.
Esso consente il “rispecchiamento” e la condivisione di vissuti relativi alle proprie storie personali e delle istanze progettuali a medio e lungo termine;
5. Capacità di gestire le proprie frustrazioni:
Spesso l’uso della sostanza si innesta sulla difficoltà del soggetto a gestire le proprie frustrazioni interrompendo un adeguato percorso di maturazione.
Si lavora quindi affinché l’utente possa riacquisire una buona capacità di gestire i propri bisogni e di saperli procrastinare nel tempo.
Tale obiettivo si persegue quotidianamente in quanto è direttamente o indirettamente trasversale ad ogni tipo di attività terapeutica e lavorativa prevista;
6. Capacità di portare avanti un impegno che richieda costanza :
L’uso di sostanze è spesso correlato alla difficoltà a mantenere nel tempo degli impegni. Ciò spesso riflette e rispecchia la condizione emotiva e psicologica che la persona sta vivendo e che si traduce in comportamenti disorganizzati.
Attraverso la consapevolezza dei vissuti, la tolleranza alle frustrazioni, la capacità di dare nuove risposte ci si prefigge di far acquisire all’utente maggiore progettualità, nel “qui ed ora” e per il futuro;
7. Aver svolto tutte le attività lavorative e tutti i settori di comunità:
Il passaggio alla fase successiva del Reinserimento avviene in seguito ad una serie di valutazioni degli obiettivi raggiunti tra i quali aver lavorato all’interno dei “settori” che si è ritenuto opportuno far sperimentare all’utente;
8. Capacità di gestire il proprio tempo libero:
Al fine di rafforzare le risorse personali, il tempo libero diventa uno spazio all’interno del quale l’utente è messo in condizione di individuare e gestire autonomamente le proprie passioni e attitudini creative, sportive, culturali, ecc...
Ciò contribuisce a completare il potenziale personale e sociale dell’individuo;
9. Aver ridefinito le relazioni familiari:
La storia personale dell’utente non può prescindere da quella del nucleo familiare di origine o propria e gli approfondimenti previsti dai gruppi tematici durante il percorso riguardano l’analisi dei vissuti e dei legami all’interno di essa. Ciò è propedeutico alla preparazione di incontri con i membri della famiglia stessa che hanno come obiettivo quello di ridefinire alcune dinamiche relazionali e creare i presupposti per una relazione più matura.
Per attivare il processo di evoluzione personale, e perseguire gli obiettivi sopra indicati, la Comunità Terapeutica si serve di vari strumenti terapeutici ed educativi quali:
    - gruppi tematici;
    - colloqui individuali;
    - colloqui con lo specialista
    - settori di lavoro;
    - ruolo di responsabilità;
    - incontri con i familiari e verifiche in famiglia;
    - attività culturali;
    - gruppi conoscenza e progettazione con Reinserimento.
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