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1982 Nasce un ciclostilato del Centro, "IL GABBIANO", bimestrale del Centro di Solidarieta' di Spoleto, che raccoglie pensieri, testimonianze e avvenimenti del Centro fino a dicembre 1985. La fatica per andare avanti economicamente e' immane: sono pochissime le rette pagate dalle U.S.L. e, per aiutare il Centro ad andare avanti, il vescovo mons. Ottorino Pietro Alberti, con una lettera pastorale, indice la giornata diocesana per il Centro. Per il carnevale a Spoleto si annuncia un grande evento: al Teatro Tenda di Spoleto sara' ospite Renato Zero; ha sentito parlare del Centro di Solidarieta' e dedica a don Guerrino il premio "Citta' di Spoleto" consistente in una riproduzione del Teodolapio, il grande cavallo di ferro che giganteggia al centro del piazzale della Stazione ferroviaria di Spoleto, opera dello scultore americano Alexander Calder. Il 10 luglio si festeggia un nuovo passo verso la completezza del Cammino Terapeutico: l'apertura del Reinserimento; sono presenti: Mons.Alberti, vescovo di Spoleto, Leopoldo Corinti, sindaco di Spoleto, don Mario Picchi, presidente del Ce.I.S. di Roma Ormai il Centro, nel pieno della sua attivita', attua in tutta la sua complessa articolazione, il Progetto Uomo: 1."Accoglienza" (primo incontro del giovane con il Centro e prima fase di analisi e riflessione sul proprio "io"); 2."Comunita' Terapeutica" (fase centrale dell'itinerario riabilitativo); 3."Reinserimento"(momento di nuovo contatto con il mondo esterno). In questi tre momenti in cui il giovane percorre le varie tappe del cammino verso la riacquisizione della propria autonomia, la famiglia svolge un ruolo determinante, in quanto e' proprio attraverso il ristabilirsi di un equilibrio e di una giusta capacita' comunicativa con i propri genitori che il ragazzo puņ accelerare il suo recupero. A questo riguardo le stesse famiglie, organizzate nell' "Associazione Famiglie",sono seguite da personale qualificato che coordina i gruppi di auto-aiuto e altre forme di assistenza necessarie per mantenere un costante rapporto fra genitori e figli. Dopo questo lungo e complesso cammino, l'iter formativo del Progetto Uomo si conclude con la "Graduazione": riconoscimento ufficiale della completa riabilitazione ed inserimento nella societa' che lo attende. Da questo momento si puņ dire che il giovane ha riacquistato fiducia in se stesso, ha riaperto un proficuo ed intenso rapporto con la famiglia, sa guardare con animo sereno al futuro, senza illusioni o vaghe aspirazioni. Spoleto e' la quarta Comunita' Terapeutica in Italia e si e' conquistata un nome di serieta' e professionalita'. Infatti a settembre una delegazione di studiosi della Germania Federale fa visita al Centro per un confronto di esperienze e ad ottobre il Centro e' riconosciuto dal tribunale di Spoleto "strumento idoneo per il recupero dei tossicodipendenti" | ||
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