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1979
A fine estate, finalmente sono ultimati i principali lavori di restauro della casa canonica: Terraia può essere abitata e diventa il cuore operativo del Centro di Solidarieta'. I contatti con don Mario Picchi continuano ed insieme continua la ricerca di una risposta più adeguata ai giovani tossicodipendenti. L'uso di droga, in questi anni, da casi sporadici, si sta trasformando in problema di massa ed e' convinzione comune che, una volta caduti nelle spirali della dipendenza da eroina, non se ne possa uscire se non con la morte. Al convegno Mondiale delle Comunita' Terapeutiche emerge e si distingue per serieta', ma anche per mole di impegno, un programma sperimentato da alcuni anni in America che in Italia sara' denominato: "Progetto Uomo". Da Spoleto partono i primi operatori per iniziare la qualificazione presso la Scuola di Formazione di Roma. Da questo momento si accolgono solo ragazzi tossicodipendenti e con essi si avvia il percorso terapeutico con l'apertura della prima fase, l'Accoglienza. Insieme a loro, rifacendosi al Gabbiano Jonathan di Richard Bach, viene scelto e realizzato il logo del Centro: due gabbiani in volo, su fondo blu con righe bianche. Entrare nella filosofia di questo metodo e attuarne i principi significa fare un grosso passo avanti per la giovane comunita' spoletina perché si fanno propri quei principi di alta valutazione dell'uomo, come persona degna di considerazione e di rispetto, al di la' del suo passato e dei suoi errori. Nel frattempo entra in vigore la legge 585 con l'introduzione della "modica quantita'" per uso personale e la dichiarazione di "non punibilita'".