INTRO 1974 1975 1976 1977 1978 1979 1980 1981 1982 1983 1984 1985 1986
1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000
2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 . . . . . . .
 
 
1975
In questo anno Don Guerrino si muove su tre fronti:
1. Apre la sua piccola e povera casa parrocchiale di Maiano a giovani, spoletini e no, che frequentano il Centro o per offrire la propria collaborazione o per vari problemi di disagio.
2. Cura l'aspetto informativo per portare a conoscenza della cittadinanza l'esistenza del problema "droga".
A febbraio, nella SALA MAURI, organizza un dibattito su: "Riforma del diritto di famiglia"; nei due teatri comunali si tengono incontri con la partecipazione di eminenti studiosi ed esperti del ramo (Crespi, Fischetti, Brutti, Don Mario Picchi); realizza una incredibile serie di articoli e appelli rivolti agli amministratori, alle forze dell’ordine, ai cittadini, ai genitori, agli insegnanti, ai religiosi, ai giovani.
3. Reperisce fondi per mandare avanti il Centro. Insieme ai primi collaboratori fa un appello agli artisti con il risultato di far arrivare a Maiano 500 opere tra quadri e sculture. Con esse viene allestita una "mostra-mercato" nella chiesa di Sant'Eufemia in pieno Festival dei Due Mondi, apertamente osteggiata dagli organizzatori della manifestazione, i quali non gradivano che si rovinasse la spensierata atmosfera cultural-mondana, parlando di droga.
Don Guerrino, aiutato dalla stampa, la spunta. E mentre con la legge 685 sulla droga si inaspriscono le pene nei confronti degli spacciatori e si introduce il tanto discusso concetto della "modica quantita'" che depenalizza la detenzione dell'uso personale di droga, distinguendo i consumatori dagli spacciatori, l'11 settembre vede la nascita giuridica del "Centro Italiano di Solidarieta'", associazione apartitica e aconfessionale nata con lo scopo di condividere le ansie, le tensioni dei giovani e di offrire un valido aiuto per vincere i disagi e le problematiche del nostro tempo. L’atto e' stilato presso lo studio notarile della dott.ssa Filomena Vinci; firmano con don Guerrino e don Eugenio, un gruppo di amici che diventano i soci fondatori.
Gli obiettivi che si prefiggeva (rimasti, poi, inalterati nel tempo) sono:
- Offrire risposte concrete alle piu' varie richieste di aiuto;
- Specializzarsi nei confronti dell'emarginazione piu' grave e pericolosa, quella della tossicodipendenza che, proprio in quegli anni, stava assumendo sempre piu' i connotati di fenomeno di massa.
A settembre esce sui giornali una sua lettera aperta: "Vorrei dire: Grazie!", rivolta a tutti coloro che hanno risposto a vario titolo ai suoi appelli. La casa canonica e' diventata punto di riferimento per chi ha bisogno di aiuto e per chi, volontari, obiettori di coscienza, offrono il loro tempo libero e la loro collaborazione.